Il primo Sake Nero italiano è piemontese

Nero, il primo Sake Nero italiano ha un cuore piemontese.

Il processo di fermentazione avviene grazie ai lieviti della birra selezionati. Un omaggio agli storici birrifici piemontesi che a inizio ‘900 hanno fatto di Torino una delle capitali europee di questa bevanda.

Questo tipo di fermentazione crea una bevanda che arriva ai 12°.

Per arrivare a 17°, invece di aggiungere alcol puro (come da tradizione giapponese), si è fortificato con un’infusione di erbe e spezie. Come da tradizione vermuttiera torinese.

Le erbe botaniche che insaporiscono l’infusione, tra cui le classiche artemisia e achillea, diventano protagoniste del Sake Nero.

Il Sake è frutto di un lungo processo produttivo e di una attenta lavorazione manuale, compito che spetta in Giappone al Toji, figura che gode di grande rispetto e prestigio.

Banalizzando di molto, il Sake non è altro che acqua, riso e koji, ovvero il riso cotto a vapore utilizzato come base per far sviluppare le spore di muffa Aspergillus Oryzae, elemento fondamentale alla saccarificazione.

C’è poi un altro tipo di Sake che prevede anche l’aggiunta di alcol. Il risultato è quanto di più lontano ci sia dall’idea di un distillato – perché è una bevanda fermentata, ricca di fattori nutritivi fra cui zuccheri, amminoacidi, acidi organici, vitamine – o di un vino, ma sempre più vicino ai gusti dei consumatori occidentali.

Sake Nero Made in Piemonte

Sake Nero italiano

Sake Nero è un prodotto al 100% made in Piemonte, frutto dell’incontro tra il riso nero vercellese de gliAironi (Penelope) e le sperimentazioni della mixology torinese di Affini ed EvHo.

L’idea dei creatori di Nero, che per la sua produzione e commercializzazione hanno dato vita a un nuovo brand (In Fermento), non era però replicare la bevanda orientale, quanto, piuttosto rendere il giusto omaggio alla sua tradizione millenaria fornendone un’originale interpretazione.

Un’interpretazione fortemente caratterizzata da elementi del territorio piemontese, dalle materie prime al processo di lavorazione.

Insomma un Sake, perché si tratta sempre di fermentato di riso, ma tutto italiano.

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