Deliveristo: un delivery B2B. Sarà successo?

Deliveristo si presenta come la prima startup italiana ad occuparsi di digitalizzazione del food-delivery nel B2B.

Chi siamo noi per contraddirli? Nel grande mare dei servizi per la ristorazione operano anche altre startup come Foodscovery e un grande arcipelago di servizi locali.

La squadra di Deliveristo è però eterogena, dal CEO Ivan Aimo, che viene da Innogest, all’esperto di logistica, Rolando Toto Brocchi, ex CRAI.

Tra gli investitori proprio il presidente di CRAI Giangiacomo Ibba

Deliveristo ha chiuso un finanziamento seed da 630.000€.

Che cosa fa Deliveristo

Fondata a luglio 2017 e attiva sul mercato a partire dall’autunno 2018, Deliveristo digitalizza l’attuale approvvigionamento delle forniture di chef e ristoratori grazie ad una piattaforma che li pone in contatto diretto con i produttori.

Il team di Deliveristo: diversificato e competente

Tra i membri del team c’è per esempio il CTO (Chief Technology Officer) Claudio Geraci, ex capo dello sviluppo di Mosaicoon.

Nella squadra di lavoro di Deliveristo ci sono esperti di conoscenza del prodotto, due laureati all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo con esperienza in Eataly e Slow Food, e uno specialista di marketing digitale, il CMO Simone Russo..

Dal gruppo CRAI, società cooperativa di dettaglianti alimentari diffusa su gran parte del territorio italiano, viene l’esperto di logistica, Rolando Toto Brocchi, che è stato appunto COO, Direttore Logistica e IT di CRAI.

Ma soprattutto a garantire una profonda conoscenza delle dinamiche delle startup sono Ivan Aimo (CEO) e Luca Calia (COO), che provengono da un lungo passato in Innogest, tra i principali fondi di Venture Capital in Italia.

Il round di finanziamento e gli investitori coinvolti

Dopo il pre-seed round da 120.000€ di febbraio 2018, dedicato alla costruzione della piattaforma e alla validazione delle prime metriche, Deliveristo ha chiuso il seed da 630.000€ con l’obiettivo di consolidare le metriche e prepararsi per il Series A a inizio 2020.

Tra i tanti investitori c’è Giangiacomo Ibba, Presidente di CRAI, lo stesso gruppo da cui proviene l’esperto di logistica, Rolando Toto Brocchi, nonché Leader Price Italia.

Lo stesso Rolando Toto Brocchi figura tra gli investitori, dunque lavora per la startup e vi ha anche investito, così come ha fatto Simone Russo (startupper e investitore).

Ci sono poi Giorgio Annis (CEO Cash&Carry CentroCash), Marco Ferrari (CEO Anemocyte), Giacomo Fanin (CIO Cereal Docks), CPC-Lab (Fondo Food di Andrea Camerana, Gianluca Pozzi, Robert Carrara), Riccardo Fisogni (IAG – Italian Angels for growth), Laura Iris Ferro (Vice Presidente del Consiglio direttivo e Comitato Esecutivo IAG – Italian Angels for Growth).

L’ecosistema e Deliveristo

Il foodtech rappresenta uno tra i trend che sta registrando la maggior attenzione e crescita a livello globale.

Gli investimenti in questo spazio, prossimi allo 0 fino al 2012, sono cresciuti fino a superare i 14 miliardi€ nel 2018.

Dopo la digitalizzazione della food delivery del segmento B2C (dal ristoratore al consumatore finale), si sta verificando un livello di concentrazione degli investimenti analogo, ma focalizzato ora a monte nella catena del valore, corrispondente alla digitalizzazione della food delivery del segmento B2B, ovvero relativo alla fornitura di operatori Ho.Re.Ca. (Hotellerie, Restaurant, Café/Catering).

Esempi virtuosi recenti: Gocheetah.com in USA (31.7M$ raccolti) Grubmarket in USA (89.1M$ raccolti), Procsea in Francia (3.7M$ raccolti), Ninjacart in India (139.5M$ raccolti), Meicai in Cina (792.6M$ raccolti).

In Italia non esiste ancora un player digitale di riferimento e Deliveristo ha come missione quella di coprire questa significativa opportunità.

La spesa relativa all’approvvigionamento di food, considerando i soli ristoranti italiani, rappresenta un mercato che supera i 7 miliardi€ e circa 50 miliardi€ se riportato a livello europeo.

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